Stefano Rubertelli Design
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Publications - Vintage Design


VINTAGE DESIGN

LONDRA

 

di Stefano Rubertelli

 

Da L’Urlo , edizione Aprile/Giugno 2011

 

Per qualsiasi turista in visita nella capitale inglese, trascorrere una giornata in uno dei suoi afascinanti markets è tappa obbligata. Tra i più famosi e visitati Portobello Market, Camden  Market e Spitafield Market. Situati in aree più o meno vaste,  coinvolgono anche i numerosi negozietti  che, dalle stradine laterali convogliano in essi, offrendo al turista una  maggiore ma simile  tipologia di articoli. I markets, rinomati per le loro bancarelle, trattano anche articoli di abbigliamento ed accessori usati, firmati e non, a partire dagli anni cinquanta  fino ai giorni nostri. Oggi tutto ciò è sinonimo di Vintage. Ora mi chiedo, si potrà trovare questo genere di articoli anche per arredamento di ambienti, complementi, illuminazione e oggettistica, interessanti dal punto di vista del design?

Portobello, il mercato sicuramente più conosciuto dai turisti, è situato nel quartiere di Notting Hill sulla lunghissima Portobello Road dalla quale prende il nome. Costituito da un insieme di tanti piccoli mercati ove è possibile trovare frutta, verdura, abbigliamento, anticaglie e cianfrusaglie varie, ma anche negozi di antiquariato, per questa sua caratteristica esso potrebbe essere il  candidato migliore nell’offerta di interessanti pezzi di design del secolo passato.

Imboccando Portobello Road, dal lato sud, incontriamo la maggiore concentrazione di negozi di antiquariato specializzati in articoli di valigeria, vasellame, orologi, gioielli e persino maniglie per porte e cassetti ma, nulla di rilevante per la mia ricerca.

Proseguendo nell’esplorazione del mercato si giunge finalmente nella zona dedicata al Vintage situata proprio al termine della via: Portobello Green Market ma, tra abbigliamento molto particolare, pellicce, borse, gioielli, dischi, libri e qualche cianfrusaglia, sembra non ci sia nulla di rilevante. Portobello, apparentemente, non offre quello che sto cercando, ma ciò non toglie che, per la sue varietà,  rimane una delle più entusiasmanti market experiences di Londra.

Se Portobello è il più conosciuto, Camden Town market è certamente il più grande e visitato di Londra. Esso attira per la maggior parte un pubblico giovane e frizzante in cerca di abbigliamento, nuovo ed usato anche dal trend molto particiolare come Punk, Gothic e Cibernetico, e ancora  gioielli, piercing, libri e discografia.

Esteso in una vasta area, include spazi diversi come il famoso “Camden Lock” che prende il nome da un sistema di chiuse sul corso del Regent’s Canal. Comprende anche una vecchia ed enorme scuderia che in passato era un vero e proprio Ospedale per i cavalli impiegati per il traino delle chiatte sul canale: “The Stables”,ora totalmente ristrutturato, è oggi diventato il maggior centro di attrazione del mercato con i suoi innumerevoli negozi estremamente affollati nel week end.

Fashion e trend sono le caratteristiche maggiori di Camden, rendendolo luogo di pellegrinaggio e ispirazione di stilisti e professionisti del mondo della moda. Al contrario l’offerta nel campo dell’arredamento d’ambiente è piuttosto scarsa ed è rivolta maggiormente a gadget di gusto più o meno Retrò, ma soprattutto distante dall’immagine di autentico Vintage. Ma, proprio quando la delusione potrebbe prendere il sopravvento, Camden ci regala una autentica sorpresa: poco distante dai negozietti tanto amati dai turisti, in un’area recentemente ristrutturata proprio sotto gli archi della ferrrovia sopraelevata, da un portone semichiuso ci appaiono immagini di oggetti che vogliono differenziarsi da tutti quelli appena incontrati nei vicoletti degliStables”. Affacciandosi si ha l’impressione che tutto il Vintage londinese abbia trovato rifugio qui. Infatti, come conferma la proprietaria Maureen Silverman, il Planet Bazaar, aperto nel 1997, è l’unico negozio Vintage di Camden Town.

Disposti in modo sapientemente caotico, trovano alloggio numerosi pezzi di arredo, illuminazione, accessori, oggettistica e arte. Con non poca difficoltà, determinata dall’enorme quantità di articoli, è possibile individuare vari e famosi pezzi di design, come la Coconut Chair di George Nelson, la Roking Chair di Charles & Ray Eames, una Telecono Lamp di Vico Magistretti, la Cube Lamp di Cini & Nils e molti altri. C’è anche un edizione unica di una Red & Blue Chair di Retvield creata appositamente per pubblicizzare una mostra di Design al Victoria & Albert Museum nel 1989.  Un pezzo senz’altro unico. Si ha quasi l’impressione di essere capitati in una succursale o magazzino del Design Museum. Altri interessanti articoli attirano la nostra attenzione: una splendida collezione di telefoni a disco, alcuni originalissimi posacenere a pulsante, lampade da tavolo e da ufficio, credenze e tavoli, accessori e svariati pezzi d’arte contemporanea dagli anni Cinquanta ai giorni nostri.

Ci fa sorridere un pezzo molto particolare frutto dell’assemblaggio di centinaia di piccoli pezzi che certamente sono passati tra le mani di tanti di noi durante gli anni dell’infanzia: un topo alto circa un metro fatto di mattoncini Lego negli anni 60. C’è pure un enorme mirror disco ball; chissà non sia proprio quella usata sul set di La febbre del sabato sera!

Proseguendo il viaggio alla scoperta dei markets londinesi, incontriamo Old Spitafield Market situato appena al di fuori dellaCity  of London, ilcuore degli affari della capitale, tra Liverpool Street Station e la famosa Brik Lane.

Conosciuto fin dal passato per la vendita di frutta e verdura, oggi, grazie alla recente e radicale ristrutturazione dell’area occupata, si presenta con merci e caratteristiche molto diverse. Infatti l’estesa copertura gli conferisce un’immagine di continuità con gli edifici ultra moderni che lo circondano, rendendo l’area un mix di antico e moderno. Il cambiamento non ha trascurato l’offerta che oggi spazia dal cibo organico all’abbigliamento, dagli accessori ai gadget di ogni genere, passando per l’arte e l’artigianato, a discapito però di quelle graziose  bancarelle ricche di oggetti che noi definiamo di “modernariato” delle quali oggi non vi è più traccia. Tra gli innumerevoli negozi inglobati nella struttura  incontriamo Bohemia che già al primo sguardo attira l’attenzione di un conoscitore del genere vintage. I proprietari, Paul e Polly Costas, raccolgono pezzi provenienti dall’ Inghilterra, ma anche  da Francia, Scandinavia e Norvegia, come ad esempio due esemplari di Falcon Chair disegnata da Sigurd Ressell. Ma la particolarità di questo negozio è rappresentata principalmente dall’offerta di materiale di design industriale come centinaia di vecchi caratteri usati in tipografia, forme per scarpe, riflettori e curiosi esemplari di manichini sartoriali, una cassa piena di pezzi di vecchie bambole, un cavallo da palestra, sedie da cinema o da barbiere e tantissimi teschi di alce con relative corna da appendere al camino. Una vera miniera per chi ama oggetti e complementi d’arredo insoliti e stravaganti più  che vere e proprie icone del design.

Non molto distante, e sempre parte dei negozi stabili, incontriamo Elemental. L’esposizione esterna della merce venduta, catalogata ed ordinata,  ma maggiormente il rigore e la ricercata organizzazione presente all’interno del negozio lo distingue da tutti quelli incontrati fino ad ora. Il proprietario Simon Heath spiega che la filosofia della sua attività è quella di ricercare, restaurare, re-iterpretare e re-immaginare arredi, complementi, illuminazione e oggetti. Qui si possono trovare bellissimi pezzi originali restaurati provenienti dalle più disparate attività industriali: vecchi shedari, lampade provenienti da miniere o illuminazione stradale, sgabelli, armadietti o arredi ospedalieri e tanti altri originali e insoliti pezzi di design industriale.

La cosa più esaltante però è la capacità di utilizzare questo materiale, saperlo reinterpretare, ridisegnare al fine di ottenere nuovi, meravigliosi ed pezzi unici. Troviamo infatti credenze create assemblando cassetti tutti differenti tra loro per stile e misura, altre rivestite da vecchi cartelloni pubblicitari metallici, banchi da lavoro di industrie metallurgiche trasformati in originali tavoli combinati a set di sedie capaci di trasmettere calore agli ambienti ove saranno inseriti e, ancora, un tavolo la cui  superficie è creata da un mosaico di vecchie lettere tipografice legate insieme da resine, tavolini creati da carrelli da miniera o da vetrinette pensili, scaffalature fatte da vecchi portavalige di treni e tante tante  altre cose ancora. Ci sono anche decorazioni murali ottenute da stampi per prodotti di fonderia montate su pannelli e presentate come vere e proprie opere d’arte. Tutti prodotti perfetti per ambienti e spazi di gusto contemporaneo.

La ricerca di vintage design nei più famosi markets di Londra è stata un esperienza senz’altro positiva ed entusiasmante. Una piacevole scoperta di qualcosa di vero e particolare in questi mercati che oggi sono diventati prevalentemente turistici e che hanno forse perso un pò della loro autenticità.

 

www.planetbazaar.co.uk

 

www.retrotading.co.uk

 

www.elemental.uk.com

 




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